Ricerche di Vita

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Principi e Ordini della Vita

Quasi quarant'anni di lavoro con le Costellazioni Familiari hanno portato alla luce l'esistenza di alcuni principi fondamentali che regolano l'esistenza umana. Tali principi si possono ritrovare anche nelle tradizioni dei popoli antichi, negli insegnamenti fondamentali delle grandi religioni, nei momenti individuali di profonda meditazione, nelle parole dei saggi di ogni epoca.
Il merito delle costellazioni è quello di averli mostrati in modo molto semplice e senza farli diventare una struttura rigida e sovraimposta che limita la libertà personale. Ogni individuo rimane sempre libero di fronte ad essi, ma è importante che li conosca per comprenderne la portata e soprattutto le conseguenze, perchè in quanto principi universali, essi non ammettono eccezioni, e la loro conoscenza sarà quindi di grande aiuto per vivere una vita serena e di successo.

Primo principio: siamo tutti un'unica famiglia

Gli esseri umani sono tutti profondamenti legati, in virtù di un'origine comune che li rende unici rispetto ad ogni altro essere vivente. Questo legame si approfondisce e si consolida man mano che dalla collettività ci si sposta all'individuo. Così, se il legame a livello umanitario è debole, diviene più forte a livello di razza, ancora di più a livello di popolo, di tribù, di linea genetica ed infine di famiglia.
Le Costellazioni Familiari hanno dimostrato come il legame con la propria linea genetica e ancora di più con la propria famiglia d'origine sia così forte da determinare un destino comune. In parole semplici, ciò che avviene all'interno di una linea genetica o di una famiglia ha ricadute su ogni componente.
Un esempio su tanti: se il nonno ad un certo punto della vita abbandona la moglie e i figli e fugge lontano, la stessa dinamica ricadrà sui figli, sui nipoti e via così per ogni generazione a venire, finchè ovviamente non sarà risolta. Questo principio si osserva bene con le malattie ereditarie, ma è importante comprendere che non è solo fisico, bensì anche psicologico e può riguardare ogni aspetto della vita.
Una famiglia, in senso lato, può essere considerata come una coscienza collettiva formata da più individui legati gli uni agli altri da un patrimonio genetico e psico-energetico. Essa è quindi un’unità che comprende un numero preciso di persone, suddivise a più livelli.
Al primo livello troviamo i genitori ed i figli; a quello successivo i fratelli e le sorelle dei genitori; poi i nonni e raramente anche i bisnonni. Nella dinamica energetica della famiglia rientrano talvolta anche alcune persone che non sono legate da parentela, come i precedenti partners dei genitori.
Fanno parte della famiglia anche coloro che per qualche ragione hanno subito una perdita che ha avvantaggiato i membri effettivi, oppure un torto grave da questi, così come coloro che pagano un prezzo insieme agli appartenenti effettivi. Anche gli aggressori e le loro vittime rientrano nella famiglia, nel senso che se un componente ad esempio ha ucciso qualcuno, quest’ultimo entra di diritto nella famiglia dell’assassino.
Tra tutti i componenti della famiglia esistono legami fortissimi che determinano un destino comune. A livello positivo possiamo dire che ad esempio i figli in virtù di questa appartenenza ereditano le abilità e le conquiste della propria famiglia d'orgine, e a livello negativo ne ereditano gli errori, le sconfitte e i problemi lasciati irrisolti.

Secondo principio: il diritto di appartenenza

Il secondo ordine, definito diritto di appartenenza sostiene che tutti coloro che fanno parte di una famiglia hanno lo stesso diritto di appartenere ad essa.
La coscienza collettiva sottostante tale ordine non ammette che qualcuno venga escluso e nemmeno che si mettano in atto delle preferenze (ad esempio un genitore che preferisce un figlio all’altro). Quando ciò accade, come ad esempio nell’allontanamento di un membro contro la sua volontà, la coscienza collettiva sceglie un altro membro che sarà costretto a rappresentare colui che è stato escluso. Ciò si vede molto bene nei casi di aborti volontari, dove il figlio non nato viene poi rappresentato da qualcun altro, più facilmente un altro figlio, oppure nei casi di separazioni, dove il figlio avuto con il nuovo partner va a rappresentare il partner precedente, portando in essere tutte le dinamiche che esistevano nella vecchia relazione.
Con il concepimento, un nuovo individuo viene chiamato ad entrare nella vita, e ciò crea un legame indissolubile con i genitori e la loro linea genetica. Ognuno appartiene suo malgrado alla propria famiglia e ne porta il destino.
Quando un figlio viene escluso, come nei casi di abbandono o di rifiuto, il contraccolpo per tutto il sistema familiare è tremendo. Il bambino reagisce cercando con tutte le proprie forze di rimanere nel sistema e di non esserne estromesso. Se ciò avviene, egli si ritroverà ‘senza radici’ e quindi senza forza, con la necessità impellente di ricostruire le proprie basi per poter proseguire nella vita che rimarrà sempre per lui 'in salita'. Allo stesso tempo, un altro componente della famiglia, spesso un altro figlio, si ritroverà ad assumere la parte del figlio mancante con lo scopo di riuscire a farlo tornare all'interno della famiglia.
Questo delicatissimo processo è presente ad esempio in molte malattie e disturbi infantili, dove il bambino usa inconsciamente la sua malattia per spingere i genitori a guardare la persona mancante o esclusa. Un evento molto comune in questo senso avviene per la morte prematura di un genitore per malattia; facilmente il figlio si ritroverà presto con la medesima malattia (e con la medesima sorte). Altro esempio: un padre alcolizzato e violento viene allontanato dalla famiglia. Facilmente un figlio da grande avrà lo stesso problema, magari non divenendo lui alcolizzato, ma sposandone uno, oppure trovandosi con un figlio con quel problema.

Terzo principio: l'ordine di priorità

Un altro ordine fondamentale – oggi molto contestato – è la priorità all’interno della famiglia; l’uomo, in quanto portatore di ricchezza e di sicurezza, è al primo posto nella gerarchia dell’autorità familiare; segue la donna ed infine i figli, dal maggiore al minore.
Cambiare l’ordine significa andare incontro a problemi: ad esempio quando i genitori non fanno valere la propria autorità, ma si mettono sullo stesso piano dei figli con un atteggiamento “cameratesco” ed eccessivamente confidenziale, questi ne risentono diventando più insicuri e deboli. Allo stesso modo, quando è la donna a comandare nonostante sia l’uomo a lavorare e produrre ricchezza, la famiglia non ha una direzione chiara ed è più debole, soprattutto nei confronti dei figli.
L’ordine di priorità si esprime anche nel senso che chi è giunto prima nella famiglia ha un diritto di precedenza su chi è giunto dopo. Quindi, i genitori vengono prima dei figli.
Infrangere questo ordine è più facile di quanto si creda. Ad esempio, spesso i figli vogliono sapere cose che appartengono solo ai genitori. Queste cose non dovrebbero riguardarli. Si tratta di un’intimità che appartiene solo a coloro che ne fanno parte e non dovrebbe essere accessibile per chi ne è fuori.
Oppure, vedono il padre preoccupato per il proprio lavoro, e vogliono saperne il motivo. Se il genitore cede alla pressione e li coinvolge le conseguenze non saranno positive, perché essi si faranno carico di un peso impossibile da sostenere perché giovani e fragili.
Se un padre ad esempio confessa al figlio di aver tradito la madre, questo ne sarà devastato. Successivamente, si permetterà di giudicare il genitore, ponendosi in una posizione di superiorità. Alla fine, sceglierà inconsapevolmente di pagare egli stesso il senso di colpa del padre, ed espierà con una malattia, una tragedia, un incidente e così via. Oppure, reagirà con un’esigenza di fallire, di decadere, di rinunciare, che si porterà magari avanti per tutta la vita.
L’ordine di priorità coinvolge anche un’altra sfera delicata: la relazione intima tra uomo e donna. 
In linea generale, ogni rapporto di coppia segue un ordine di priorità, il che significa che il partner precedente ha la precedenza su quello attuale, soprattutto in funzione della profondità del rapporto.
Così, nell’esempio di un uomo divorziato con figli che inizia una nuova relazione, la nuova compagna dovrebbe subordinarsi alla realtà precedente. Se invece cercherà di ‘portare via’ il proprio uomo, le conseguenze saranno drammatiche perché l’intero sistema familiare reagirà per difesa. Un caso molto frequente è che uno dei figli della nuova coppia prenda il destino della precedente moglie.
I figli molto spesso si ritrovano a rappresentare i partner delle relazioni precedenti, quando questi sono stati in qualche modo esclusi o estromessi.

Altri principi

Ogni sistema è subordinato ai principi suddetti ma ha anche degli ordini particolari che ne regolano il funzionamento.
Ad esempio nella relazione di coppia, l'amore è regolato da precisi ordini. Molte persone pensano che all'amore basti l'amore; invece - per funzionare a lungo e con successo - questo ha bisogno di inserirsi in un ordine precostituito, come un albero che in natura cresce seguendo un preciso ordine interno.
Un primo ordine dell'amore è la parità tra l'uomo e la donna, nonostante la diversità. Se entrambi lo accettano il loro amore avrà maggiori possibilità di successo. Parità significa uguali diritti, uguali doveri, uguale valore. I figli spesso mostrano come questa parità non venga rispettata, quando ad esempio un partner si considera un genitore migliore rispetto all'altro.
Un secondo ordine è la compensazione tra il dare e il ricevere. Se uno da più dell'altro, il rapporto perde l'equilibrio e viene disturbato. Se ad esempio un partner sacrifica maggiormente se stesso rispetto all'altro per il bene della coppia, il loro amore sarà squilibrato.
Anche il mondo del lavoro professonale è regolato da ordini precisi. L'azienda è in senso lato equivalente ad una famiglia e quindi valgono gli stessi ordini visti in precedenza. Quando ad esempio un operario viene licenziato ingiustamente, questo avrà una ricaduta su tutto il sistema.
L'ordine di priorità in un'azienda è regolato dal livello di impegno e sacrificio personale delle persone coinvolte. Quindi, prima vengono gli operai, poi il proprietario, poi i manager ed infine gli azionisti. Questo principio spiega bene come mai oggi molte aziende abbiano grosse difficoltà a funzionare con successo. Nella maggior parte dei casi, l'ordine è addirittura inverito, ossia gli azionisti al primo posto e gli operai all'ultimo.
Anche il denaro ed il successo hanno precisi ordini. Un ordine ad esempio sostiene che non si può mai sostituire la relazione umana con il denaro. Lo si vede bene nel divorzi dove il denaro che la donna riceve dall'uomo non compensa l'amore che c'era tra loro. Un secondo principio afferma che il denaro è legato alla sua storia, ossia a coloro che nel corso del tempo lo hanno posseduto. Come questo sia stato ottenuto, guadagnato, speso ecc. ha un'influenza sulla persona che ora lo detiene.
In conclusione, le Costellazioni Familiari hanno portato alla luce l'esistenza di determinati principi che regolano il funzionamento di ogni aspetto della vita. Conoscerli e seguirli significa avere maggiori possibilità di successo e di felicità.

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